Borghi e street art: alla scoperta dei 7 più colorati in Italia

borghi e street art

I motivi per scegliere di visitare uno dei meravigliosi borghi italiani sono tanti: per la storia e il patrimonio culturale del luogo, per un momento di relax fuori dal tempo, per seguire un itinerario enogastronomico… ma di recente sta prendendo piede un altro binomio interessante, quello che unisce borghi e street art!

Siete mai capitati in un borgo così colorato, da essere capace di trasportarvi in un’altra dimensione? Io sono rimasta affascinata da Bettolle, in provincia di Siena, e poi per portarvi in giro per il resto d’Italia, ho chiesto aiuto alle Travel blogger italiane, una community di viaggiatrici che frequento ormai da diverso tempo.

Di seguito tutti i consigli che abbiamo raccolto per voi: siete pronti a godervi questa forma d’arte a portata di tutti?

San Giovanni in Persiceto (BO): il borgo rotondo

Se vi trovate nelle vicinanze di Bologna vi consiglio di non perdervi la visita di San Giovanni in Persiceto, un bel paese a circa 30 chilometri dal capoluogo. Viene definito ‘borgo rotondo’ per la sua forma tipica dell’epoca longobarda: una piazza centrale che funge da fulcro attorno alla quale, a cerchi concentrici, si sviluppano le vie principali del paese.

San Giovanni in Persiceto, però, è celebre soprattutto per Piazzetta Betlemme, uno spazio cittadino decorato con dei murales meravigliosi a tema campestre. Pensate che questa in passato era un’area degradata della città e l’amministrazione comunale pensò di valorizzarla commissionando una serie di murales al celebre scenografo Gino Pellegrini. Con il passare del tempo quelli che dovevano essere murales provvisori per una rassegna cinematografica piacquero così tanto che si decise di mantenerli. Nel tempo i soggetti disegnati cambiarono. Pellegrini spaziò, infatti, dalle ambientazioni western alla campagna padana.

piazzetta betlemme e le opere di Gino Pellegrini
Foto di Alessandra – Itinerari low cost

La street art di piazzetta Betlemme

Oggi visitando Piazzetta Betlemme si ha l’impressione di entrare in una fattoria abitata da animali domestici come oche, maiali, gatti, ma dove trovano spazio anche verdure giganti, fiori e panni stesi. La tecnica del trompe l’oeil rende tutto più realistico e spesso ci si dimentica che le abitazioni che si affacciano sulla Piazzetta sono realmente abitate.

La cosa bella è che, come si legge nel sito del Comune di San Giovanni in Persiceto, in tutti questi anni nessuno ha mai provato a danneggiare i murales. Fortunatamente queste opere d’arte sono da sempre apprezzate sia dai turisti che dai cittadini.

Personalmente la scena che amo di più è quella che rappresenta un’oca gigante con il suo uovo, un’immagine che sembra uscita da un libro di fiabe per bambini. Sono certa che anche voi vi divertirete osservando anche i piccoli particolari che arricchiscono i murales di Piazzetta Betlemme: un vero gioiello di questo bel borgo emiliano.

murales fiabeschi in emilia romagna
Foto di Alessandra – Itinerari low cost

Grazie ad Alessandra, per averci portato alla scoperta di questo borgo fiabesco non lontano da Bologna! Per scoprire cosa vedere oltre i murales, trovate un articolo sul suo blog, Itinerari Low Cost: Cosa vedere a San Giovanni Persiceto (BO).

Dozza (BO): il borgo dipinto

Avete mai pensato di entrare in un dipinto e camminare tra le pennellate di colore?

Questo è quello che succede a Dozza, uno dei Borghi più Belli d’Italia dell’Emilia-Romagna, poco distante da Bologna, incorniciato dai colori dei colli. Dozza è proprio uno di quei borghi dove il colore ti resta impresso negli occhi dal tanto che tutto sembra perfettamente coordinato, perfettamente studiato: il primo impatto lascia davvero senza fiato davanti a tanta bellezza!

E perché così tanto colore?

Perché le pareti delle case e i muri del borgo sono delle vere e proprie tele dove ogni due anni, durante la Biennale del Muro Dipinto, tantissimi artisti vengono per realizzare i loro murales: ognuno diverso, ognuno con il suo stile, ogni dipinto racconta una storia e al visitatore non resta che camminare tra le strette vie osservando le opere proprio come in una galleria d’arte.

Praticamente quasi tutti i muri della città sono protagonisti di queste opere e su tutte svetta l’Angelo di Dozza, l’opera più nota e più iconica del borgo, realizzata da Giuliana Bonazza e che è possibile trovare percorrendo Via XX Settembre.

francobollo street art nei borghi
Foto di Sara – Cappellacci a merenda

Come godersi la street art nel borgo di Dozza

Consiglio di passeggiare tra le viuzze del borgo e aguzzare bene la vista per non farsi scappare nemmeno un dettaglio e respirare un po’ del suo spirito medievale.

L’arte a Dozza la si vive anche all’interno della sua rocca. La rocca di Dozza domina sul piccolo borgo. È una fortezza medievale risalente al XII secolo ed è possibile visitare gli interni e la sua trasformazione da fortezza medievale a dimora rinascimentale poi settecentesca.

Una parte del percorso museale è dedicato proprio alla Biennale del Muro Dipinto e all’arte contemporanea, raccogliendo i bozzetti e diversi documenti riferiti al Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto. Se le vie di Dozza raccolgono l’arte in tutto il suo splendore, il cuore pulsante del borgo è proprio la rocca.

esempi di street art lungo le strade del borgo di dozza
Foto di Sara – Cappellacci a merenda

Grazie a Sara, travel blogger su Cappellacci a merenda, per averci fatto scoprire tutti i colori del borgo di Dozza!

Borgo San Giuliano (RN): la Rimini dei pescatori

Originariamente dimora di pescatori, il piccolo Borgo San Giuliano dista solo pochi passi dal centro storico di Rimini. Vi basterà attraversare l’iconico ponte di Tiberio per ritrovarvi nel più antico
quartiere della città. Un borgo marinaro, un quartiere popolare di cui si ha traccia già a partire dal XI secolo. L’atmosfera che si assapora tra le sue vie è magica, d’altri tempi.

Non a caso Borgo San Giuliano ha raccolto nei secoli innumerevoli ammiratori. Tra i più noti il regista Federico Fellini, che ha inserito Borgo San Giuliano in molte delle sue pellicole. Fellini infatti, riminese di nascita, era profondamente affezionato all’atmosfera inconfondibile del borgo, che ancora oggi potete rivivere tra le sue vie e piazzette. Passeggiate tra le case colorate, tutte diverse, e ammirate i variopinti murales che ritraggono, non a caso, alcune delle scene più belle dei film e della vita del Maestro.

Quando sono stati fatti i primi murales

In realtà l’usanza di decorare le pareti delle case del borgo comincia nel 1980, durante la seconda edizione dell’annuale Festa de’ borg. Inizialmente i protagonisti sono i marinai del quartiere: vengono rappresentati paesaggi di porto, di mare, e scene di vita degli abitanti. Successivamente, con la scomparsa di Federico Fellini, nel 1994 la festa annuale viene dedicata completamente al regista. È proprio in questa occasione che pittori riminesi (ma non solo) iniziano a rappresentare scene dei suoi film più famosi. Vediamo allora comparire alcuni dei personaggi più noti, come Gelsomina, Scureza e Volpina.

Il modo migliore per scoprire il borgo è proprio quello di perdervi tra le sue vie alla continua ricerca di ispirazioni e memorie felliniane, magari gustando la tradizionale piadina. Se vi trovate a Rimini, Borgo San Giuliano è una meta imperdibile… oltre ad essere uno dei luoghi più instagrammabili della città!

murales su casa rosa
Foto di Martina – As far as you can

Grazie a Martina, travel blogger su asfarasyoucan.com, per averci trasportato nel borgo di San Giuliano. Per scoprire anche il resto di Rimini, sul suo blog potete leggere l’articolo dedicato: Cosa vedere a Rimini.

Bettolle (SI): murales a sorpresa

Ammetto che ci siamo fermati in questo borgo senese attirati dalla sua posizione appena fuori dall’autostrada, che rispondeva perfettamente alla nostra necessità di mangiare. Una volta sistemate le pance, ci ha sorpreso però con le sue case colorate.

Il borgo, situato su un colle in piena Valdichiana, può vantare origini etrusche ed esempi di architettura rurale risalente all’epoca leopoldina. I murales appartengono invece ad anni più recenti e rappresentano rievocazioni di battaglie storiche, oltre a scene di vita campestre e animali da cortile.

Come sono nati i murales di Bettolle

I dipinti sono stati realizzati negli ultimi quindici anni da un artista locale, il maestro d’Agostino, in collaborazione con il centro ricreativo Auser. I più importanti fanno riferimento ad avvenimenti storici, come l’assalto al castello di Bettolle del 1553 a opera di Ascanio della Corgna, signore di Castiglione del Lago.

Sulla palazzina in stile liberty che ospita la sede Auser, hanno trovato posto, invece, gli stemmi delle contrade di Bettolle. L’appartenenza alle contrade è ancora sentita in paese, e ogni anno nel mese di giugno si sfidano nella rievocazione del Palio della Rivalsa.

In occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia, è stato realizzato in via Cassia un dipinto dedicato alla battaglia della Madonna della Scoperta, avvenuta durante la seconda guerra di indipendenza. Questo importante avvenimento è conosciuto anche come battaglia di Solferino e San Martino, e infatti ve ne avevo parlato in occasione della nostra visita al borgo di Solferino, situato in provincia di Mantova. 

Ulteriori dipinti con temi naturalistici si possono ammirare per le vie del paese, realizzati a scopo decorativo. 

Ringrazio per le informazioni l’ufficio turistico di Sinalunga, comune di cui Bettolle è frazione. 

Orgosolo (NU): street art nel cuore della Sardegna

Nel cuore della Barbagia, della Sardegna più rurale ed autentica, c’è un piccolo borgo di poco meno di cinquemila abitanti che ha saputo far parlare di sé: Orgosolo.

Lontanissimo nello spazio (e forse anche nel tempo) dalle affollate spiagge della Sardegna e dai villaggi turistici all inclusive, Orgosolo sorge in una terra speciale, ricca di tradizioni da preservare, ma anche, grazie ai suoi seicento metri di altitudine, di bellissimi sentieri da percorrere a piedi. Ma ciò che rende Orgosolo un borgo davvero unico sono i circa 200 murales che animano le sue strade: non semplicemente dei dipinti decorativi, ma delle vere e proprie opere di denuncia politica e sociale iniziate già alla fine degli anni sessanta.

Come sono nati i murales di Orgosolo

Il primo murales infatti è stato realizzato nel 1969. A questa opera è seguita l’iniziativa, nel 1975, degli alunni della locale scuola media che, per commemorare i trent’anni della liberazione dal nazifascismo, realizzarono una dozzina di murales lungo il Corso della Repubblica. L’iniziativa venne accolta con favore dai residenti che iniziarono ad incoraggiare questa arte da strada. Fu così che diversi artisti arrivarono ad Orgosolo per lasciare il proprio contributo e il borgo si trasformò nel paese dei murales attirando anche un numero crescente di turisti.

Le tematiche dei murales si sono evolute con il passare degli anni e, nonostante abbiano sempre un occhio di riguardo per la società e la politica, a volte offrono anche degli omaggi a personaggi speciali della nostra storia (molto bello il contributo dedicato a Fabrizio De Andrè).

Perché visitare Orgosolo

Passeggiare tra le stradine di questo borgo vuol dire fare un viaggio a più dimensioni: un viaggio nelle tradizioni locali di questo angolo di Sardegna, un viaggio negli accadimenti locali, nazionali e addirittura mondiali dell’ultimo secolo e infine un viaggio nell’arte nella sua forma più spontanea e popolare. Una visita ad Orgosolo aiuta a comprendere meglio la vita e il pensiero sardo con un occhio al Supramonte e l’altro verso l’orizzonte per sognare il mare.

Foto da Pixabay

Grazie a Raffaella, travel blogger su Rafaroundtheworld.com, per questo viaggio nella tradizione sarda!

Diamante (CS): un borgo prezioso

Già dal nome viene da pensare ad una cosa preziosa. E Diamante un po’ preziosa lo è davvero.

È un piccolo borgo marinaro sul Tirreno calabro. Affaccia su un mare cristallino, davanti una delle due isole della Calabria, l’isola di Cirella, dietro le montagne. Già la sua posizione la rende speciale, in più Diamante è tanto altro. Negli ultimi anni infatti per tutti è diventata la città dei murales. L’intuizione di rivalutare le piccole case bianche del borgo antico con i murales, arriva dal pittore Nani Razetti che, nel 1981, realizzò il suo sogno di portare a Diamante 83 artisti da tutto il mondo. Realizzarono murales sulla storia della Calabria, sul mare e sulla religione.

Negli anni a seguire poi, ci sono state altre manifestazioni di street-art che hanno aggiunto altri murales di stile più contemporaneo firmati dai maggiori artisti italiani e stranieri come Solo, Diamond e Ozon. I temi sono diventati più attuali e sono stati rappresentati le migrazioni, la violenza sulle donne, la guerra ed il bullismo. Sono cambiati i temi, le dimensioni e gli stili, ma tutti i dipinti concorrono in ugual misura a rendere Diamante la “città dei nasi all’insù”. Ad oggi conta più di 300 murales ed è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto in continuo divenire.

volto di bimbo africano con grandi occhi espressivi
Foto di Federica – My travel planner

Il gusto oltre l’arte a Diamante

Se tutto ciò non bastasse per farvi venire voglia di visitare Diamante, sappiate che qui anche il gusto verrà accontentato. Diamante è anche la città del peperoncino. Qui è nata infatti l’Accademia del Peperoncino. Lo ritroviamo in tanti piatti, così come nei salumi (la famosa ‘nduja) e nelle salse. E poi i dolci e la marmellata con il cedro, coltivato qui dall’antichità, che per la sua importanza dà il nome a questo tratto di costa. Ed il pesce fresco, fritto e servito nel tipico cono di carta.

Vi garantisco che Diamante non vi deluderà!

murales con pesci colorati e uomo in bianco e nero
Foto di Federica – My travel planner

Grazie a Federica, travel blogger su MyTravelPlanner.it, per averci portato in Calabria alla scoperta di Diamante.  

Grottaglie (TA): ceramiche e graffiti

Di questo paesino pugliese, in provincia di Taranto, famoso per le sue ceramiche, c’è qualcosa che molti ancora non sanno: è il cuore della street art pugliese.

Scrivo così perché non ci si aspetta in una località del Sud Italia, che ha costruito la sua fama su tradizioni secolari che si tramandano di generazione in generazione, di trovare una forma di espressione artistica così moderna e irriverente. Anche contestata, se proprio dobbiamo essere precisi.

La manifestazione FAME

Le ragioni che hanno portato molti volti noti del panorama street mondiale a lasciare il loro segno proprio qui sono piuttosto impegnative e tutte riconducibili alla manifestazione dal titolo FAME, svolta in 5 edizioni dal 2008 al 2012. FAME intesa nel doppio significato, inglese e italiano, è stata ideata da Angelo Milano di Studio Cromie con l’intento di provocare le istituzioni e la società locale ad una maggiore coscienza comunitaria volta a valorizzare le bellezze di Grottaglie, piuttosto che mortificarla. In questo clima così teso si sono sviluppati tutti graffiti che hanno letteralmente ricoperto i muri della località pugliese.

I soggetti protagonisti della street art grottagliese toccano le tematiche più disparate: da quelle socialmente più impegnative, come l’ambiente, il lavoro, la politica del primo ciclo appena citato a quelle più scanzonate dei cartoni animati che le hanno affiancate solo negli ultimi due anni, facendo contenti grandi e piccini, per mano di Paolo Carriere.

Così, accanto alle ceramiche sapientemente modellate nei laboratori del quartiere omonimo, fanno capolino i volti più noti dei Cartoni anni Ottanta e Novanta. Da Spank ad Alice nel Paese delle Meraviglie, fino al protagonista del ciclo di fumetti Dylan Dog. Certamente una bella sorpresa, in un percorso alternativo a quello più tradizionale, che fa contenti proprio tutti e senz’altro costituisce meraviglia per gli occhi.

Foto di Paola – Travel free from

Grazie a Paola, travel blogger su Travelfreefrom.com, per questo viaggio in una Puglia inedita.

E voi conoscete altri borghi dove la street art la fa da padrona? Io ad esempio vi avevo già raccontato anche di Sant’Angelo di Roccalvecce, in Lazio, detto il paese delle fiabe

Alla prossima avventura, 

Anna

8 risposte a “Borghi e street art: alla scoperta dei 7 più colorati in Italia”

  1. Quante belle idee! Un altro modo per conoscere la nostra bella Italia! Non conoscevo per niente Diamante e mi hanno colpito molto questi murales così intensi!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Ha colpito anche me lo sguardo di quel bambino!

  2. Dopo aver letto questo articolo mi sono sentita piccola piccola di fronte alla grande bellezza di questi nostri borghi italiani. Se solo penso a quanti posti, anche solo nella mia regione, dovrei ancora visitare credo che potrei viaggiare per più di un anno! Borgo San Giuliano però lo conosco bene perché ci ho vissuto ai tempi dell’università.

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Hai proprio ragione, anch’io, soprattutto in questo periodo di reclusione, ho pensato alle bellezze vicino casa… quanti posti ho da visitare anche in Veneto!

  3. Mi piace molto questa forma di street art e adoro scoprire borghi con i muri dipinti. Ne ho visitati diversi di quelli indicati, ma pensa che non conoscevo la Piazza di San Giovanni in Persiceto. E pensare che è a pochi chilometri da dove vivo! Mi hai dato un’idea per una passeggiata in questi giorni!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Ripartire da vicino casa è un’ottima idea!

  4. Tutti questi paesini sono meravigliosi!!!!
    Noi aggiungiamo un altro “paese colorato”: Legro in provincia di Novara, vicinissimo al Lago d’Orta!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Grazie del consiglio!

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