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Cosa vedere a Trento: itinerario enogastronomico

by panannablogdiviaggi
castello del buonconsiglio visto dal suo giardino fiorito, Trento

Il ponte del 2 giugno 2023 ha segnato per me un piacevole ritorno a Trento, dopo gli anni dell’università, in occasione dell’Assemblea di AITB. Faccio parte dell’Associazione Italiana Travel Blogger ormai da diversi anni e queste occasioni di incontro e confronto sono sempre interessanti.

Per il nostro weekend a Trento abbiamo collaborato con l’Istituto di tutela della Grappa Trentina e il Consorzio Vini del Trentino. A loro il mio grazie per il tour enogastronomico alla scoperta delle eccellenze del territorio trentino a cui ho potuto prendere parte.

Siete pronti a scoprire non solo cosa vedere a Trento, ma anche le tappe più buone che offre questa città?!

Alla scoperta dei vini del Trentino

Partiamo dai vini, vista l’ottima offerta del territorio, e da quella che sicuramente è l’enoteca più rappresentativa.

Palazzo Roccabruna è una splendida dimora nobiliare della seconda metà del Cinquecento, oggi sede dell’Enoteca provinciale del Trentino. Qui vengono spesso organizzati eventi enogastronomici e culturali dedicati alla promozione del territorio, della sua storia e dei suoi prodotti. Ma potete anche visitarla per una classica degustazione, durante la quale avrete la possibilità di assaggiare i vini trentini più rappresentativi in abbinamento a formaggi e salumi locali.

L’enoteca è aperta al pubblico nei giorni di giovedì, venerdì e sabato dalle 17.30 alle 21.30 e il sabato mattina dalle 10.30 alle 13.30. La degustazione viene servita da esperti che selezionano di settimana in settimana i vini più rappresentativi tra le oltre 60 etichette presenti in enoteca. Tra i vini caratteristici del territorio troviamo: Trentodoc, Nosiola, Marzemino, Teroldego e Vino Santo.

Ingresso e giardino di palazzo roccabruna a trento
Ingresso e giardino di palazzo Roccabruna a Trento, oggi Enoteca Provinciale del Trentino

Marzadro: la grappa trentina

Se, come me, pensate di non amare la grappa, dovete farvi una domanda: ho assaggiato quella buona?! La visita alla distilleria Marzadro mi ha aperto un mondo e mi ha fatto decisamente apprezzare la qualità della loro grappa!

La distilleria Marzadro è nata nel 1949 e ancora oggi è a conduzione familiare. Pensate che fino agli anni Settanta esistevano in Trentino soltanto tre distillerie ufficiali, mentre tutti facevano la grappa in casa. Oggi è possibile prenotare una visita guidata direttamente dal sito della distilleria: Proposte visite guidate e degustazioni.

E vi consiglio di farla: l’arte della distillazione è un processo davvero affascinante. Ci fa apprezzare il tempo lento: ci vogliono anni di invecchiamento in botte prima che una grappa sia pronta per la degustazione.

Sede antica e nuova sede della distilleria Marzadro
Sede antica e nuova sede della distilleria Marzadro, dove abbiamo degustato l’eccellente grappa trentina

Dove gustare i prodotti tipici trentini

In questo paragrafo trovate i miei suggerimenti sui locali dove assaggiare i migliori piatti tipici trentini.

La prima sera abbiamo cenato direttamente in hotel e il menù proposto dal ristorante di Villa Madruzzo proponeva: Tortel di patate con prosciutto casereccio, insalata di cappuccio e speck, Strangolapreti con fonduta di formaggi locali, finferli, burro e salvia, Strudel di mele (con salsa alla vaniglia e gelato al fiordilatte). Quale piatto vi ispira di più? Io consiglio di provarli tutti!

elegante sala per cenare all'hotel ristorante villa Madruzzo
Ecco l’elegante sala per la cena prezzo l’hotel Villa Madruzzo

Il giorno successivo per pranzo siamo stati accolti dal ristorante Ai Vicoli, in pieno centro storico, che ci ha proposto un risotto al Teroldego e carne salada alla piastra con fagioli di Lamon e cippollotto. Il Teroldego della cantina Dorigati ci ha fatto compagnia anche nei calici ed è stato apprezzato da tutti. Questa location è perfetta anche se siete in gruppo: la suggestiva cantina infatti è dedicata alla comitive più numerose, mentre gli altri tavoli si trovano al piano superiore.

L'affascinante cantina del ristorante Ai Vicoli, nel centro di Trento
L’affascinante cantina del ristorante Ai Vicoli, nel centro di Trento

La nostra ultime cena, infine, è stata curata dalla Locanda alle Tre Chiavi di Isera, in trasferta nella splendida location della distilleria Marzadro. In questa occasione abbiamo degustato:

  • sformato di Casolet della Val di Sole su cestino al profumo di funghi con miele al mugo,
  • bis di gigli al ragù di luganica trentina con finocchietto e casoncei con asparagi verdi con crema di zafferano del Baldo,
  • tasca di vitello ripiena di erbe di campo con contorno di caponata di carciofi, zucchine e melanzane,
  • tiramisù alle fragole.
Cena curata dalla locanda tre chiavi di isera nella splendida location della distilleria marzadro
Cena curata dalla locanda Tre Chiavi di Isera presso la distilleria Marzadro

Cosa vedere a Trento: le tappe da non perdere

Dopo avervi narrato il nostro itinerario enogastronomico, è doveroso lasciarvi anche le tappe che non potete non mettere in programma se visitate per la prima volta la città di Trento.

Cosa vedere nel centro storico di Trento

Una passeggiata per le vie del centro è d’obbligo per ammirare i palazzi storici fino ad arrivare alla piazza principale, piazza Duomo. Qui si affaccia la cattedrale di San Vigilio, che io ho visitato solo dopo essermi laureata perché leggenda narra che chi ci entra prima, poi non termina gli studi. Un po’ come la torre degli Asinelli a Bologna o il caffè Pedrocchi a Padova. Conoscevi queste leggende?

Tra i palazzi degni di nota, vi segnalo le case Cazuffi-Rella, che affasi trovano direttamente in piazza Duomo e sono caratterizzate da splendidi affreschi sulle facciate.

palazzi storici nel centro di trento
Cosa vedere a Trento: i palazzi storici

Il castello del Buonconsiglio

Il castello del Buonconsiglio è uno dei simboli della città, grazie alla sua storia legata al Concilio di Trento. Fu per molti secoli la sede dei principi vescovi: a partire dal 1255 e fino al 1796, quando le truppe napoleoniche invasero la città. All’antica fortezza medievale fu affiancata prima la Torre Aquila, poi nel Cinquecento una sontuosa residenza, il Magno Palazzo. Infine nel Seicento con la Giunta Albertina furono collegati la parte più antica e il palazzo rinascimentale.

Consiglio: se siete di fretta, andate almeno a vedere i giardini del castello, ai quali si può accedere liberamente. Ma se avete più tempo a disposizione, l’interno merita sicuramente una visita (io l’avevo già visitato ai tempi dell’università, ma se ne avessi avuto la possibilità sarei sicuramente rientrata).

Attualmente nel castello sono ospitate numerose collezioni d’arte e archeologia, che coprono un arco temporale che va dalla preistoria alla prima metà dell’Ottocento. All’interno si trovano inoltre dei famosi affreschi: dal gotico Ciclo dei mesi agli affreschi rinascimentali commissionati ai fratelli Dossi, al Romanino e a Fogolino. Infine, altri spazi vengono adibiti per l’organizzazione di mostre temporanee.

Il castello del Buonconsiglio e i suoi giardini, trento
Il castello del Buonconsiglio visto dai suoi giardini

Organizzare una visita al castello del Buonconsiglio

Il museo collabora con altri quattro importanti castelli del territorio: il castello di Stenico, castel Beseno, castel Thun e castel Caldes. Il lavoro di coordinamento di quanto esposto nei vari castelli, fa sì che insieme testimonino oltre 10.000 anni di storia della città di Trento e del territorio circostante. Se avete intenzione di spendere più giorni in Trentino, segnatevi anche queste tappe!

Un biglietto unico permette l’accesso a tutti e cinque i musei, ma controllate gli orari prima di partire e verificate l’apertura, che per alcuni è soltanto stagionale: potete farlo sul sito ufficiale. Per quanto riguarda il castello del Buonconsiglio, è aperto dal martedì alla domenica con orario invernale 9.30 – 17.30 e orario estivo 10.00 – 18.00. La visita dura in media un’ora e mezza.

Il biglietto intero costa 10 euro, il ridotto 6 euro ed è valido dai 15 ai 26 anni. Il biglietto Famiglia costa 10 euro per ciascun adulto e offre l’ingresso gratuito per i figli fino a 18 anni. Per accedere alla torre Aquila è richiesto un supplemento di 2,50 euro dai 15 anni in su; l’ingresso è a numero chiuso ed è consigliato prenotarlo.

Il MUSE – il museo delle scienze di Trento

Il museo progettato da Renzo Piano è stato inaugurato nel 2013 e offre un’esperienza immersiva per tutta la famiglia. Attraverso la metafora della montagna, racconta e spiega come si sono formate le Dolomiti, della biodiversità alpina, dei primi insediamenti umani… fino alle origini del mondo, con una significativa esposizione di dinosauri. Al centro della narrazione si trova il rapporto tra uomo e natura.

Il museo è aperto dal martedì al venerdì con orario 10.00 – 18.00, il sabato e la domenica con orario 10.00 – 19.00. Il biglietto intero costa 11 euro, il ridotto 9 euro, ma con il biglietto Famiglia pagano solo gli adulti.

Dove dormire a Trento

La città offre diverse soluzioni di alloggio, noi siamo stati ospitati all’hotel Villa Madruzzo, che oltre a camere molto accoglienti, offre un buon ristorante interno e una zona SPA rinnovata da poco. L’hotel si trova in collina, a pochi minuti d’auto dal centro storico, soluzione che consiglio per un weekend all’insegna del relax.

camera e parco hotel villa madruzzo trento
Il bel giardino dell’hotel Villa Madruzzo e la mia accogliente camera mansardata

Se invece arrivate in treno o comunque preferite non utilizzare l’auto durante il vostro soggiorno, potete scegliere un hotel nel centro storico di Trento, che si gira tranquillamente a piedi.

Infine, se preferite soggiornare in appartamento, vi consiglio di scegliere il recente complesso residenziale progettato da Renzo Piano accanto al MUSE. In questo quartiere appena fuori dal centro storico, denominato Le Albere, si trovano appartamenti, negozi, uffici e un grande parco pubblico. Noi ci siamo stati in occasione della mia laurea magistrale e avevamo scelto gli appartamenti destinati alla locazione a breve di Komodo Apartments.

La chicca che non mi aspettavo

Raggiungendo l’hotel abbiamo notato le indicazioni per l’Orrido di Ponte Alto: potevamo non andarlo a visitare?! Si tratta di una spettacolare gola rocciosa scavata dal torrente Fersina, che la mano dell’uomo in questo caso ha reso ancora più affascinante. Per rallentare la portata del fiume e fermare i detriti che trasportava, evitando così danni alla città di Trento in caso di piena, furono costruiti degli sbarramenti, che negli anni si sono riempiti dei sassi portati dal fiume, fino a trasformarsi in affascinanti cascate!

Pensate che la prima serra di sbarramento fu fatta costruire nel 1537 dal principe vescovo di Trento Bernardo Clesio. Era in legno, alta circa 20 metri, e più volte fu demolita dall’impeto del fiume in piena e successivamente ricostruita. Si può considerare dunque una delle opere idrauliche più antiche d’Euroa. L’attuale versione è alta 40 metri e fu realizzata con grandi pietre squadrate sotto l’Impero Austroungarico.

Si può accedere all’Orrido di Ponte Alto soltanto con la visita guidata (molto interessante tra l’altro!), che dura circa un’ora. L’ingresso costa 6 euro per gli adulti, 4 per i bambini da 6 a 12 anni, mentre è gratuito per i più piccoli.

L’Orrido si può visitare nei seguenti giorni e orari, con visite guidate in partenza ogni ora:

  • d’estate ogni venerdì dalle 14.00 alle 18.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 18.00 (orario di partenza dell’ultima visita guidata);
  • in inverno, tutti i sabati e le domeniche con orario 10.00 – 16.00 (partenza ultima visita guidata);
  • nei giorni festivi anche se infrasettimanali, come Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio dalle 10.00 alle 18.00.

Vi consiglio di prenotare la visita direttamente sul sito: Orrido di Ponte Alto.

affascinante canyon scavato nella roccia dal fiume fersina
Ecco l’affascinante canyon scavato nella roccia dal fiume Fersina

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Grazie per aver letto sin qui! Se hai domande ti aspetto nei commenti.

Anna

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