Una settimana in Giordania: avventure per tutta la famiglia

deserto con sabbia rossa e cielo azzurro

Quando si viaggia con due figli adolescenti, non è facile scegliere una meta che gli faccia brillare gli occhi ancor prima della partenza. Ma in Giordania abbiamo trovato quel giusto mix!

Nel nostro itinerario di una settimana le visite culturali si sono mescolate a escursioni nella natura più selvaggia, e i nostri figli si sono stupiti di tutte le cose da vedere in Giordania.

Aqaba, prima tappa nel sud della Giordania

Abbiamo volato su Aqaba e quindi abbiamo deciso di trascorrere qui la prima notte, per ritirare l’auto con calma e iniziare ad ambientarci. Se dovessi rifarlo, però, andrei direttamente alla seconda tappa del nostro viaggio. Questo perché ad Aqaba c’è davvero poco da vedere, in un paio d’ore potete fare una bella passeggiata in centro e avrete visto tutto!

La città è stata un crocevia per i viaggiatori fin dal X secolo, e ancora oggi è gettonata come tappa di passaggio per chi è diretto in Egitto o in Israele. Inoltre, grazie all’affaccio sul mar Rosso, è nota per lo snorkelling e a sud della città si trovano strutture adatte a tutte le tasche. Ma di questo vi parlerò come ultima tappa del nostro tour in Giordania.

Il centro si sviluppa lungo la via principale, dedicata al re Hussein, che da un lato guarda verso il mare, dove si trovano il porto turistico e la spiaggia cittadina; dall’altro alla parte più vivace della città, dove si trovano caffè, ristoranti, negozi di souvenir e il suq della frutta e la verdura. Tra le costruzioni degne di nota, vi segnalo la Moschea di Sharif Al Hussein Bin Ali, restaurata di recente. Nella strada dei negozi, invece, fatevi guidare dal vostro naso: noi abbiamo trovato un panificio/pasticceria dove abbiamo fatto scorta di dolcetti tipici.

Dove dormire ad Aqaba

Abbiamo scelto il Maswada Plaza Hotel, situato in un’ottima posizione, con parcheggio e il centro a cinque minuti a piedi. L’hotel era pulito e la nostra camera spaziosa; la colazione sia dolce sia salata, con scelta ragionevole di prodotti tipici e più internazionali.

street art ad aqaba una signora anziana

Wadi Rum: la nostra prima esperienza nel deserto

Trascorrere uno o due giorni nel deserto, rientra sicuramente tra le cose da fare assolutamente in Giordania, in qualsiasi stagione. Noi abbiamo deciso di trascorrere due giorni e due notti in un campo tendato, affidandoci a una famiglia beduina. La mattina ci hanno accolti all’ingresso del deserto, abbiamo lasciato la nostra auto in parcheggio, e ci siamo affidati completamente a loro per quarantott’ore.

L’escursione in jeep ci ha portato alla scoperta dei luoghi di Lawrence d’Arabia, poi di formazioni rocciose uniche nel loro genere e di altissime dune di sabbia. Per tutti e quattro è stata la prima volta nel deserto, un’esperienza totalizzante. Banalmente, non pensavo che avrei tanto apprezzato la totale assenza di connessione. Invece è stato uno stacco forzato dal resto del mondo, che ci ha permesso di concentrarci al meglio su ciò che stavamo vivendo.

La sera, dopo aver ammirato il sole tramontare, ci siamo ritrovati tutti insieme nella sala comune, nonché l’unica riscaldata, a bere tè e scaldarci intorno al fuoco in attesa della cena. Più tardi, l’esplosione di stelle: il cielo più pulito mai apparso sopra le nostre teste. Peccato che non sapessi come impostare la macchina fotografica per immortalarlo (e non potevo cercarlo in internet). Però rimarrà per sempre impresso nei miei ricordi.

Il giorno dopo ci aspettava l’escursione a cammello. Una passeggiata lenta, ma distruttiva per le nostre chiappe, che ci ha portato a scoprire primitive incisioni rupestri e archi di roccia. Un’altra notte molto spartana e poi la magia dell’alba, quando tutto riprende vita.

ritratto di famiglia con rocce sullo sfondo

Dove dormire nel Wadi Rum

Abbiamo scelto il Rum Stars Camp perché è uno dei pochi che ha il sito in inglese e ha risposto velocemente alle nostre email. Ci sono sembrati affidabili, e l’esperienza l’ha confermato. Nel deserto si possono trovare differenti tipologie di alloggio: alcune ancora più spartane della nostra, e altre super lussuose, come le famose bubble tent, delle specie di igloo con il tetto trasparente, pensato per ammirare le stelle rimanendo al calduccio sotto le coperte.

alba rosa nel deserto

Gita in giornata al mar Morto

Al nostro quarto giorno in Giordania, abbiamo fatto tappa al mar Morto, per poi raggiungere in serata Petra. La prima parte del tragitto è stata abbastanza scorrevole, ma poi ci siamo arrampicati per delle tortuose strade di montagna, che sembravano non finire mai. In sostanza: abbiamo impiegato circa tre ore e mezza per raggiungere il punto più basso della Terra, arrivando verso ora di pranzo. Avevamo letto di una spiaggia libera, ma le condizioni in cui l’abbiamo trovata erano pietose (ricoperta di rifiuti), quindi abbiamo ripiegato su una spiaggia a pagamento.

E non siamo caduti molto meglio, nonostante fosse una delle due consigliate dalla Lonely Planet. Forse perché eravamo fuori stagione, era tutto in disordine: sembrava fosse appena passato un uragano, solo il prezzo era lo stesso dell’alta stagione. Anche il pranzo è stato il peggiore che ci sia stato servito in Giordania, nonché il più caro, ma purtroppo nei dintorni non si trova molto altro. Si chiama Oh Beach, da noi rinominata Oh che schifo beach, giusto per dovere di cronaca.

Ah poi, oltre il danno la beffa: avevo scelto questa tappa pensando ai ragazzi, ma in realtà loro si sono stancati molto in fretta dell’esperienza del galleggiamento. Non avevo valutato che un mare in cui non ci si può schizzare (l’acqua salatissima può danneggiare gli occhi), non è per niente divertente a quell’età!

Ma, c’è un ma, non disperate! Potete scegliere di fermarvi una notte sul mar Morto, selezionando bene il vostro hotel, avrete così accesso alla spiaggia privata riservata agli ospiti e trascorrerete una piacevole giornata tra bagni, fanghi e piscine.

mar morto lato giordano e cristalli di sale

Petra: visitare una delle sette meraviglie del mondo

Arriviamo a Petra giusti per ora di cena, e ci rifacciamo con l’ottimo buffet del nostro ostello, pagato 7 jod a testa. Poi si va a letto presto, per arrivare carichi al giorno successivo: ci teniamo ad arrivare all’ingresso di Petra a ridosso dell’apertura per evitare l’affollamento delle ore successive. E si rivela la scelta migliore: iniziamo a percorrere la strada che conduce al siq e poi ai monumenti più iconici di questo sito con il nostro passo, interrotti solo da chi ci vuole offrire un passaggio a cavallo, cammello, con l’asino o di guidarci su sentieri secondari promettendo panorami spettacolari.

Il Tesoro si presenta davanti a noi, proprio come ce l’eravamo immaginato dai film visti prima di partire, forse un po’ più piccolo. Ci arrampichiamo sulle rocce di fronte per ammirarlo meglio, prima di proseguire verso le tombe dei Re. Al cospetto di questa meraviglia del mondo, il tempo scorre veloce, vorremmo entrare in ogni tomba e percorrere ogni sentiero, ma cerchiamo di darci un’ordine e seguire l’itinerario che ci eravamo prefissati, consapevoli che ora di sera i chilometri si faranno sentire.

Si fa sentire anche la fame, che sistemiamo velocemente facendo sosta in uno dei diversi chioschi che si trovano all’interno di Petra. Offrono piatti semplici, snack e bevande. Noi scegliamo delle specie di piadine, chi con il tonno, chi con uova e formaggio e il té (ma il più buono rimane quello bevuto nel deserto!). Ripartendo notiamo delle scalette che spariscono tra le rocce, ci facciamo tentare: iniziamo a salire, per poi scoprire che si tratta del sentiero che porta all’altare del sacrificio. Una deviazione che regala scorci pazzeschi, prima di ricongiungersi alla strada principale all’altezza del grande tempio. A metà pomeriggio decidiamo che è ora di rientrare, e torniamo in ostello, dove ci divideremo tra chi si riposa e chi socializza nella sala comune.

Il secondo giorno raggiungiamo il Monastero, il punto più lontano dall’ingresso di Petra, da un percorso secondario, per poi ridiscendere lungo la via principale. È soltanto mezzogiorno, ma si fa sentire tutta la stanchezza che avevamo iniziato ad accumulare il giorno precedente, quindi rinunciamo al trekking lungo il percorso Al-Khubtha, che promette di regalare la vista più bella di tutte sul Tesoro e torniamo alla macchina, per arrivare qualche ora più tardi alla nostra ultima tappa in Giordania.

padre e figlio in un canyon a petra

Visitare Petra oggi: il tour virtuale

Pubblico questo post oggi, in un periodo di quarantena, perché c’è una bella notizia per chi stava aspettando con ansia di visitare Petra: Google vi porta alla scoperta di Petra, con una sezione dedicata su Google Maps! Qui potete percorrere il Siq in una fortunata giornata poco affollata e salire sino all’altare del sacrificio senza farvi venire il fiatone. I proprietari degli asini non vi assilleranno offrendovi i loro servigi per salire al Monastero e non dovrete nemmeno fare la fila per il bagno.

Dove dormire a Petra

Il Valentine Inn è un ostello molto accogliente, che offre sia stanze con bagno privato sia posti in dormitorio. Noi abbiamo soggiornato in una quadrupla freddina, ma abbastanza spaziosa. Come vi anticipavo, ciò che abbiamo preferito è stata la cena a buffet: c’era un’ampia scelta di verdure cotte e crude, c’erano zuppe calde, una sera carne alla griglia e la successiva kebab; c’era pure la pasta, io mi sono fatta tentare, ma confermo che all’estero è meglio evitarla!

Fare il bagno a Natale: un altro sogno realizzato sul mar Rosso

Gli ultimi due giorni del nostro viaggio abbiamo scelto di trascorrerli in pieno relax sul mar Rosso, poco a sud di Aqaba. Era esattamente il 30 dicembre il giorno in cui abbiamo fatto il bagno, con una temperatura assolutamente piacevole. Ci eravamo portati da casa scarpette da scogli e maschera, ma si possono tranquillamente noleggiare in spiaggia o in un diving center se volete un’attrezzatura più seria.

Nella spiaggia di fronte al nostro hotel si trovava il Japanese Garden, uno dei siti di immersione più noti. A nuoto abbiamo raggiunto la parte di barriera corallina più vicina a riva, in barca e con le bombole è possibile immergersi anche nei pressi di un affascinante relitto. Abbiamo nuotato insieme a tanti pesci colorati, esplorando il ricco fondale marino.

ragazzo nuota vicino alla barriera corallina

Dove dormire sulla costa giordana del mar Rosso

Il nostro hotel a pochi metri dal mare si chiamava Beduine Moon Village, una struttura con un buon prezzo, ma che a livello di manutenzione ha visto sicuramente tempi migliori! Che è un po’ l’idea che ci siamo fatti di molti alloggi: si presentano molto bene quando sono nuovi, ma poi vengono lasciati andare. A meno che non si salga nella fascia di prezzo. Noi comunque lo promuoviamo per la vicinanza al mare, la presenza di un centro per le immersioni (però non l’abbiamo testato) e il bar/ristorante dove abbiamo passato parecchie ore, tra mangiare, giocare a carte e connetterci al wi-fi.

E qui si conclude il nostro itinerario in breve di un viaggio che non vedo l’ora di approfondire tappa per tappa: abbiamo ancora molto da raccontarvi sul perché la Giordania è da vedere assolutamente. Ma lo riassume bene quello che mi ha detto Thomas mentre eravamo immersi nel mar Rosso:

Credo di aver visto e fatto più cose in questa settimana, che in tutto il resto della mia vita!

Alla prossima avventura,

Anna

20 risposte a “Una settimana in Giordania: avventure per tutta la famiglia”

  1. La Giordania era una delle mete che stavo puntando per lo scorso capodanno proprio con l’idea di fermarci un paio di giorni sul mar Rosso. Poi la scoperta di essere incinta mi ha fatto scegliere una meta meno impegnativa e più vicina a casa…non avevo voglia di partire per una meta cosi impegnativa al 5 mese.

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Anch’io ero incinta in Giordania, ma l’ho scoperto tipo tre giorni prima della partenza e per fortuna è andato tutto bene!! Secondo me hai fatto bene a rimandare, sia per il deserto, dove le jeep non sono il massimo del confort, sia per Petra, dove c’è parecchio da camminare per godersela a pieno!

  2. Mi sono ripromesso che dopo questo lockdown, forse qualche tempo più in là, la Giordania sarà una delle mie prime mete in assoluto. Sogno di visitarla ormai da diverso tempo. Questo articolo sono sicuro che mi tornerà utile per studiare un itinerario adatto a me..
    Intanto continuo a sognare grazie a te! 🙂

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Felice di averti fatto sognare!

  3. La Giordania è assolutamente uno di quei posti che vorrei visitare una volta finito questo lockdown. Avevamo previsto un viaggio in quelle terre ad inizio giugno però lo abbiamo dovuto rimandare. Ma ci rifaremo presto 🙂 Scatti bellissimi!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Ma certo, sono sicura che vi rifarete!! E sarà un viaggio bellissimo 🙂

  4. Che meraviglia la Giordania! Quanti ricordi. Io purtroppo non avevo dormito nel Wadi Rum… chissà che esperienza meravigliosa! Wow!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Noi lo abbiamo adorato il deserto, è da fare prima o poi!

  5. Ahhh che bellezza Anna, la Giordania è una delle mete che spero vivamente di riuscire a visitare presto. Un viaggio all’ insegna dell’ avventura e del contatto con la terra proprio come piace a me.

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Sì, c’è tantissima natura. Noi siamo stati in inverno, quindi abbiamo saltato alcune escursioni, come quella nel canyon del Wadi Mujib o la riserva di Dana, ma per chi ama la natura c’è moltissimo da scoprire.

  6. Ci dovevo andare quest’anno, ma per ovvi motivi rimandato al prossimo spero! Nel frattempo ho rivisto Indiana Jones per godermi un po’ il paesaggio della magnifica Petra:)

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Noi avevamo visto Indiana Jones e Transformers prima di partire!

  7. Per me la Giordania è pazzesca, dalle meravigliose foto che hai fatto mi sembra di capire che è luogo incontaminato. Quando si potrà tornare a viaggiare, sicuramente penseremo anche alla Giordania, terrò in considerazione questo articolo, veramente scritto bene 🙂

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Grazie Elina, sono felice che l’articolo ti sia piaciuto. Arriveranno presto anche gli approfondimenti sulle singole mete.

  8. È da un sacco che vorrei visitare la Giordania! Il vostro itinerario mi piace molto, prenderò spunto 🙂 grazie!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Sperando di ripartire presto! Intanto hai visto che carino il tour virtuale di Petra?!

  9. Ho letto con attenzione il tuo articolo, il 18 aprile sarei dovuta partire per la Giordania per cui sono molto interessata spero di poterlo fare presto, me lo appunto per seguire i tuoi consigli. Anche io poi viaggio con figlia adolescente e devo dire che i ragazzi sono sempre molto interessati a questi viaggi. Grazie!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Bisogna trovare il giusto mix con gli adolescenti, per noi funziona quando non ci sono solo visite culturali, ma anche tanta natura 🙂 Se hai domande sulla Giordania scrivimi pure!

  10. È un itinerario bellissimo, a me piacerebbe sicuramente fermarmi anche a dormire sul mar morto e approfittare così di qualche fango in più. Petra non ha bisogno di alcun commento.. parla da se talmente è meravigliosa

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Sì, Petra è unica! Il mar Morto per gli adulti può essere interessante e anche per i ragazzi, scegliendo bene l’hotel, magari con una bella piscina; i miei però si sarebbero comunque annoiati. Se tornassi indietro glielo proporrei in un’altra stagione, quando il Wadi Mujib è aperto e si può abbinare al canyoning 🙂

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