Visitare l’orto botanico di Padova

vista dall'orto botanico di padova verso la chiesa di santa giustina

Ve l’avevo già detto che quando inizio a organizzare il mio itinerario per una certa destinazione, metto sempre in lista i Patrimoni Unesco? Tra quelli di Padova troviamo proprio l’orto botanico, mentre nel resto della provincia abbiamo:

  • Villa Pisani-Placco a Montagnana e Villa Cornaro a Piombino Dese, insieme alle altre ville venete del Palladio;
  • il laghetto della Costa ad Arquà Petrarca, in quanto parte dei siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino;
  • le valli lagunari e l’entroterra fino al fiume Brenta nella zona di Codevigo, ricompresi nell’area di Venezia e la sua laguna.

La storia dell’orto botanico di Padova

Grazie alla nostra guida, Elena, abbiamo appreso che l’orto botanico fu fondato nel 1545 per volontà di Francesco Bonafede, all’epoca professore presso l’università di Padova. L’idea era di diffondere la conoscenza delle piante medicinali, anche per distinguerle da altre potenzialmente velenose. All’epoca le erbe medicinali qui coltivate avevano un certo valore, e purtroppo non erano rari i furti delle stesse. Fu per questo che nel 1552 fu innalzato il muro di cinta, che ancora oggi identifica la parte più antica dell’area.

Si tratta dell’orto botanico più antico al mondo e dal 1997 è Patrimonio UNESCO, per le seguenti motivazioni:

L’orto botanico di Padova è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia.

visuale sulla parte antica dell'orto botanico di padova
La parte più antica dell’orto botanico e la basilica di Sant’Antonio sullo sfondo

Alcune curiosità sulle piante ospitate

L’albero più antico dell’orto botanico è un platano, arrivato nel 1680 e sopravvissuto a un fulmine che lo colpì nell’Ottocento. È interessante sapere che la parte viva di un albero è quella più esterna del suo tronco, per questo possono vivere anche da cavi. È tra corteccia e libro, infatti, che scorrono i vasi linfatici.

L’ospite in assoluto più antica dell’orto è, invece, la palma di Goethe, datata 1585, che non è un albero, ma una pianta. Prende il nome dal celebre poeta tedesco, che ne rimase così affascinato da scriverci un trattato. La differenza rispetto agli alberi? Per le piante la linfa scorre nella parte centrale del fusto.

una palma e un albero di platano
Le piante più antiche presenti all’orto botanico

La parte moderna della struttura

Oltre alla parte storica del giardino, ci sono delle nuove serre, inaugurate nel 2014, il cosidetto Giardino della biodiversità, progettato con particolare attenzione all’impatto ambientale. Qui sono state raccolte oltre 1300 specie di piante, che rappresentano i diversi climi esistenti al mondo, ordinati in quattro macro ambienti: dal clima caldo e umido della foresto tropicale a quello arido con forti escursioni termiche del deserto.

Attualmente nell’orto sono presenti 3500 specie diverse.

piante esotiche in una serra
All’interno del giardino delle biodiversità

Quando organizzare la propria visita all’orto botanico

L’orto botanico è aperto tutto l’anno, dal martedì alla domenica e nei giorni festivi, con orario 9.00 – 17.00 da ottobre a marzo e 9.00 – 19.00 da aprile a settembre. Vi consiglio comunque di consultare sempre gli orari sulla pagina ufficiale prima di organizzare la vostra visita: Orari Orto botanico.

Il biglietto intero costa 10 euro, ed è valido per adulti dai 26 ai 65 anni. Per i più giovani il prezzo è di 5 euro, mentre gli over 65 è di 8 euro. Fino a 5 anni l’ingresso è gratuito, mentre dai 6 ai 12 è prevista la gratuità nella misura di un bambino per ciascun adulto pagante. C’è anche un biglietto famiglia al costo di 22 euro, valido per due adulti e fino a tre minori. L’abbonamento annuale famiglia costa invece 65 euro.

È possibile visitare l’orto botanico insieme a una guida naturalistica, come la nostra Elena, che ci ha fatto apprezzare ancora di più l’unicità di questo luogo. Per gruppi e scuole è necessaria la prenotazione, mentre nel weekend e nei giorni festivi è possibile prendere parte a una visita guidata individuale o con un piccolo gruppo di persone, con partenza alle ore 11 o alle ore 15 dal Visitor center (ingresso dell’antico orto botanico). Anche in questo caso è raccomandata la prenotazione e la visita dura circa un’ora e mezza. Ammetto che noi siamo stati fortunati perché abbiamo deciso una domenica all’ultimo di andare a visitare l’orto botanico e siamo arrivati giusti per le 15, trovando spazio nel gruppo per la visita guidata.

due esemplari di piante carnivore
Due specie di piante carnivore

Da dove si entra esattamente all’orto botanico

Vi riporto l’indirizzo esatto e alcune indicazioni pratiche per trovare l’ingresso dell’orto botanico, in quanto siamo stati i primi a farci questa domanda il giorno della nostra visita. L’ingresso dell’orto botanico e quindi il Visitor Center si trovano (guarda caso 😉 ) in via dell’Orto botanico, 15.

Ciò che può indurre in confusione, è che da Prato della Valle si nota subito la parte moderna, il Giardino delle biodiversità, accanto al quale sorge un auditorium che ha un ingresso separato dal resto dell’orto botanico. Se vi presenterete a questo ingresso, troverete un cartello che vi rimanda all’entrata principale.

Vi lascio quindi il link all’ingresso corretto su Google Maps: ingresso Orto botanico Padova.

E in questo periodo in cui siamo costretti in casa?

Niente paura, l’orto botanico ha pensato anche a questo periodo, con una ricca selezione di fotografie che permettono una visita virtuale dell’orto botanico, in tutte e quattro le stagioni. Inoltre troverete dei video dedicati sia al nuovo giardino della biodiversità, sia alla parte antica.

Infine, è stata lanciata una bellissima iniziativa, che vi permetterà di iniziare a scoprire qualcosa in più sui suoi ospiti già da casa. Da fine marzo, infatti, sono disponibili online dei quiz interattivi, laboratori e giochi, che vengono aggiornati ogni lunedì. Nella pagina Gioca con l’orto potete trovare la raccolta di queste attività.

 

8 risposte a “Visitare l’orto botanico di Padova”

  1. Non sono mai stata a Padova, ma quando ci andrò sicuramente inserirò anche l’orto botanico nelle cose da vedere! 🙂

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Direi che è un’ottima idea!

  2. Pensa te. L’orto di Padova è è all’origine di tutti gli altri e io non ne avevo proprio idea. Devo ammettere che io non amo particolarmente gli orti botanici, forse per questo non ci avevo mai fatto caso più di tanto alla sua vera importanza. Ultimamente però comincio a rivalutare tutto. Potrebbe essere la volta buona che finita la quarantena l’Italia me la spulcio in tutto e per tutto!

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Ti dirò, di sicuro anche la guida ha fatto la differenza. Se ci fossi andata da sola l’avrei trovato un luogo rilassante, ma nulla più, com’era stato ad esempio per quello di Coimbra. Ma lei l’ha reso anche divertente, raccontandoci un sacco di aneddoti, dalle origini ai tempi più recenti.

  3. Non immaginavo l’orto botanico fosse patrimonio Unesco, io non ho visitato questo di Padova e a questo punto farò una visita virtuale. Ne ho visti altri di persona e sono molto interessanti.

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Anche a noi piacciono, ma finora li avevamo sempre visitati in autonomia, più come pausa tra un museo e l’altro in città, qui invece con la guida è stato davvero interessante!

  4. Sai che di recente, avevo beccato in TV un documentario in cui stavano parlando proprio di questo orto botanico ma sono arrivata troppo tardi, era quasi finito. Ecco perché ho cliccato subito su questo tuo post, mi aveva affascinata e volevo saperne di più! Sono già stata a Padova ma vorrei tornare e visitare anche l’orto!! *_*

    1. panannablogdiviaggi dice: Rispondi

      Ciao Ilaria, io non guardo la tv, quindi non avrei mai potuto beccare il documentario 😉 ma ti assicuro che dal vivo è una meraviglia!

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