Cosa fare a Gallio d’estate e d’inverno

by panannablogdiviaggi
e-bike tour con guida ami in montagna melette di gallio

Gallio è uno dei sette Comuni dell’Altopiano e offre attività interessanti per tutta la famiglia. In questo articolo troverai le passeggiate che ti consigliamo di fare, oltre alle nostre attività e ristoranti preferiti!

Le passeggiate da fare a Gallio

La valle dei Mulini

Questo sentiero è stato sistemato da pochi anni con una grande opera di contenimento, dopo che il bosco era franato in diversi punti sopra il percorso. Quindi approfittatene, ora che finalmente si può tornare a percorrerlo: è molto bello d’estate, quando si cammina al fresco vicino all’acqua, ma anche in autunno per godere del foliage.

Sapevi che l’acqua scarseggia in Altopiano? Essendo un territorio di natura carsica, l’acqua tende a scivolare via tra le rocce e difficilmente si ferma in superficie. Per questo motivo, trovare un corso d’acqua sull’Altopiano dei Sette Comuni è una rarità, ragione in più per apprezzare questo sentiero!

Se vuoi scoprire di più sul legame tra l’acqua e l’Altopiano, visita il Museo dell’acqua di Asiago in località Kaberlaba, trovi più info qui: Cosa fare ad Asiago

Ma andiamo al percorso: cerca su GoogleMaps “Valle dei Mulini” per raggiungere facilmente la partenza del sentiero, segnalata da un grande cartello informativo. Qui troverai anche qualche posto auto, in alternativa ti basterà tornare indietro di qualche centinaio di metri, nella zona del parco giochi per trovare posto.

bimba con foglia gigante che cresce solo vicino all'acqua e antico mulino
La picci con una foglia gigante che si trova solo vicino all’acqua e il vecchio mulino

Itinerario Valle dei Mulini – Gallio

La prima parte è in discesa e richiede un po’ di attenzione, ma ne vale la pena per scoprire un percorso unico, ricco di cascatelle, ponti e perfino un vecchio mulino ancora funzionante (anche se bloccato per questioni di sicurezza). Purtroppo la centrale idroelettrica e il mulino si possono vedere solo in occasione di visite guidate organizzate, ma comunque si riesce a dare una sbirciatina all’interno dalle finestre.

Noi siamo arrivati fino alla Valle dei Ronchi, dove ci siamo fermati per un picnic, prima di rientrare per lo stesso percorso. In questo caso la lunghezza è perfetta anche con i bambini, sono in tutto 4 chilometri, ma se cercate un itinerario più lungo, potete proseguire fino alla Madonna del Buso (di cui vi parlo nel prossimo paragrafo) per un totale di 16 km. C’è chi indica l’opzione di fare un itinerario ad anello, ma il ritorno sarebbe su strada asfaltata, spesso trafficata, quindi io vi consiglio di rientrare in sicurezza per lo stesso sentiero dell’andata.

Un’altra interessante deviazione che potete fare dalla Valle dei Ronchi è quella in salita verso malga Stenfle, un caratteristico agriturismo che si trova a Bertigo, località di Asiago, raggiungibile in circa un’ora di passeggiata.  

Sentiero super consigliato con i bambini

Invece di pensare a quanto è faticoso camminare, correranno da una cascata all’altra, attraverseranno ponti, guaderanno fiumi e improvviseranno ombrelli con le foglie! Se avete paura che la parte iniziale sia troppo ripida, potete percorrerlo al contrario, partendo dalla Valle dei Ronchi. Ma vi rassicuro, con un po’ di attenzione è fattibile: Lavinia (che l’ha fatto la prima volta a 3 anni) e il cuginetto di 5 non hanno avuto problemi a percorrere l’intero itinerario.

cascata e ruscello di montagna
Meritato refrigerio a fine passeggiata e una cascatella lungo il percorso.

La Madonna del Buso

Sapevi che in Altopiano esiste un canyon naturale? È piccolo, ma davvero suggestivo, ben nascosto sotto la chiesetta della Madonna del Caravaggio, chiamata anche Madonna del Buso (buco, in italiano) proprio per la particolare posizione in cui è stata costruita. 

Facciamo un salto indietro nel tempo: nell’Ottocento un frate eremita trovò questo canyon talmente suggestivo, da costruirci una chiesetta sopra. Questo luogo, che sembra essere fuori dal tempo, è ancora oggi meta di pellegrinaggio per la popolazione locale. 

Il canyon e la chiesa della Madonna del Buso si possono raggiungere a piedi dal centro di Gallio, attraverso il percorso descritto nel paragrafo precedente, ma anche in auto, parcheggiando direttamente di fronte alla chiesa e seguendo poi il sentiero sulla destra della stessa, che porta fino al letto di un torrente, solitamente in secca. Se non fosse così, l’escursione andrà rimandata a quando le condizioni atmosferiche saranno favorevoli. 

Da qui prosegui sulla sinistra verso l’imbocco del canyon, dove le pareti si fanno sempre più strette e la luce rarefatta… è il momento di dire ‘Wow’!

ingresso del canyon della madonna del buso a gallio e omonima chiesa vista dall'alto
Vista dall’alto della chiesa della Madonna del Buso e ingresso del canyon sottostante

La Val Frenzela

Il canyon si trova in val Frenzela, lungo la strada che collega l’Altopiano alla pianura, scendendo fino a Valstagna. Storicamente ha sempre avuto un ruolo importante, veniva infatti utilizzata per la transumanza dei greggi, che dalla pianura salivano in Altopiano per i mesi estivi. Ma anche per trasportare a valle il legname, che veniva poi imbarcato lungo il fiume Brenta.

Fu utilizzata durante la Prima Guerra Mondiale dalla popolazione in fuga dai bombardamenti austroungarici e infine anche come via del contrabbando, attraverso la quale arrivavano in Altopiano quei beni che non si trovavano facilmente nel mercato libero.

Sentiero didattico-forestale della Val di Nos

Questo percorso si snoda a forma di 8 nei boschi sopra il paese di Gallio, proponendo due interessanti percorsi didattici. I percorsi sono ben segnalati e accompagnati da cartelloni, con tante informazioni sul bosco e i suoi abitanti. Il sentiero marrone si può fare anche con il passeggino.

Alla partenza dei sentieri si trovano un ampio piazzale, dove è possibile lasciare l’auto, e un’area picnic che d’estate è piuttosto affollata, con caminetti a disposizione per grigliare. Se vi addentrate nel bosco, la situazione è molto più tranquilla e con un po’ di attenzione riuscirete a scorgere qualche abitante del bosco, ma anche tanti buoni lamponi.

installazioni didattiche nel bosco e famiglia che fa picnic
Uno dei tabelloni didattici che si trovano lungo il sentiero e pausa pranzo nel bosco

Il giro delle malghe e Libralbero

Anche a Gallio c’è un bel giro delle malghe da fare: con partenza dalle Melette o dal rifugio Campomulo, si sale sul monte Longara e si percorre il panoramico sentiero sulla cima. Con partenza da Campomulo, dove c’è un ampio parcheggio, si imbocca il sentiero dedicato a Papa Giovanni Paolo II, salendo fino all’altare votivo. Da qui si può fare una piccola deviazione (10 minuti di cammino) verso l’osservatorio, un bel punto panoramico da dove ammirare la valle del Nos e Asiago. Rientrando, si procede verso le malghe Longara di dietro e Longara davanti.

Tra le due malghe si trova Libralbero, un piacevole punto di sosta con una panchina e un ceppo intagliato a forma di albero, dedicato allo scambio di libri.

Il nostro consiglio? Fermati qui per goderti il tramonto! Poi rientra seguendo lo stesso sentiero, non dimenticare di portare con te una torcia.

In alternativa, se vuoi fare il giro ad anello, puoi lasciare l’auto alla baita Melette, che è aperta tutto l’anno, e raggiungere Campomulo lungo la strada asfaltata, per poi salire in quota e goderti il percorso descritto prima (lunghezza totale 8 km).

Sentiero del Silenzio

In località Campomuletto si trova questo suggestivo sentiero dedicato alla memoria della Prima Guerra Mondiale. Ve ne ho già parlato in un articolo dedicato, al quale vi rimando per tutte le informazioni utili: Passeggiate in montagna in Veneto: il sentiero del silenzio.

Labirinto del Brustolà

Sempre in località Campomuletto si trova il labirinto di roccia del Brustolà, un avventuroso percorso nascosto nel bosco. Noi siamo partiti dal parcheggio del rifugio seguendo il sentiero 850 verso malga Fiara. Il giro è lungo circa 6 chilometri e la cosa bella, oltre alla sorpresa finale, è che è molto ombreggiato, quindi perfetto per quando il caldo arriva anche in Altopiano.

La sorpresa verso la fine del percorso è ovviamente il labirinto di roccia: attenzione perché questo tratto è per escursionisti esperti. Ci sono passaggi stretti e salti che lo rendono inadatto ai più piccoli ma anche ai cani. In alternativa si può rientrare proseguendo lungo il sentiero normale. E ovviamente si conclude con una birra fresca in rifugio.

Il labirinto di roccia del Brustolà e uno dei suoi stretti passaggi

Il Monte Ortigara

Ho lasciato per ultima, ma certamente non ultima dal punto di vista dell’importanza storica, l’escursione al Monte Ortigara. Si tratta infatti di uno dei siti di maggiore rilevanza in Altopiano tra i luoghi della Grande Guerra. Nel giugno del 1917 qui si svolse una delle battaglie più tragiche dell’intero conflitto. In cima al monte si trova una colonna mozzata a ricordo dei 20.000 soldati caduti in battaglia.

Il punto di partenza è piazzale Lozze, cui si arriva dal centro di Gallio, salendo verso le Melette per poi proseguire verso Campomuletto. Da qui si procede ancora in auto per circa 7 km lungo una strada stretta e a tratti sterrata, da percorrere con prudenza.

Prima tappa: chiesetta del Lozze e Ossario

L’escursione che vi consiglio è ad anello: lasciata l’auto, si imbocca il sentiero 840 e si sale seguendo sempre le indicazioni per il Monte Ortigara, il segnavia ha i colori della bandiera italiana. Dopo un primo breve tratto in salita lungo l’antica mulattiera, si incontrano la chiesetta del Lozze e il rifugio degli Alpini.Qui vi consiglio una sosta per rifocillarvi con ottimi prodotti e vino, ma meglio al ritorno. Potete esplorare subito invece le trincee e i resti delle postazioni utilizzate durante la Grande Guerra, per poi procedere fino al baito Ortigara, superato il quale inizia la salita più ripida al monte Ortigara.

Sulla cima si trovano sia la colonna mozza a ricordo dei caduti italiani, sia il monumento posto a ricordo dei soldati austriaci. Proprio sotto a quest’ultimo si imbocca poi il sentiero per rientrare, passando attraverso la Galleria Biancardi e Quota 2003, caposaldo austriaco di grande importanza tattica durante la guerra. Da qui si procede per rientrare passando nuovamente accanto al baito Ortigara, per poi tornare percorrendo lo stesso sentiero verso la chiesetta del Lozze. Per percorrere questo tratto il CAI indica circa 2 ore e 40 minuti, naturalmente senza considerare le soste.

L’ultima volta in cui ci siamo stati, al rientro il tempo è peggiorato velocemente ma abbiamo fortunatamente trovato riparo al baito Ortigara prima e poi dagli Alpini, e grazie agli impermeabili che abbiamo sempre con noi, siamo riusciti a tornare all’auto praticamente asciutti.

panorama di montagna
Vista panoramica dalla cima

Altre escursioni interessanti nei dintorni

Per chi desidera allungare l’escursione, quando si torna alla chiesetta del Lozze è possibile proseguire lungo il sentiero 841 per raggiungere anche Cima Caldiera, che costituiva la base d’appoggio per le truppe italiane durante l’assalto all’Ortigara. Questo tratto richiede circa 2 ore e mezza per la percorrenza, per un totale di 5 ore effettive, senza considerare le soste. Per questo vi consiglio la doppia escursione se siete ben allenati e avete l’intera giornata a disposizione, altrimenti meglio spezzarla in due volte.

P.S.: tecnicamente vi si accede da Gallio, ma il monte Ortigara fa parte del territorio di Asiago.

Le Melette di Gallio: d’estate e d’inverno

Le Melette d’inverno sono la ski area di riferimento a Gallio: con 25 km di piste e impianti recentemente rinnovati, sono adatte per i principianti o per chi desidera sciare qualche ora. Per gli amanti dello sci di fondo, invece, basta proseguire fino al vicino Centro Fondo di Campomulo, con i suoi 150 km di piste.

D’estate, invece, questa zona oltre alle escursioni a piedi di cui vi ho già parlato, offre interessanti itinerari da percorrere in e-bike. In particolare le Melette offrono 4 diverse tipologie di escursioni guidate in e-bike, con diversi gradi di durata e difficoltà, che le rendono adatte a tutti, dai principianti ai più esperti.

Ecco Stefano con la nostra guida, Ugo

Esperienze in e-bike

Noi quest’anno abbiamo provato l’esperienza che si chiama Gourmet Tour e – come si può intuire – non prevede solo di pedalare. Prima di tutto, grazie alla nostra super guida, Ugo, abbiamo imparato come sfruttare al meglio le e-bike: le avevamo già noleggiatealtre volte, ma avere il supporto di una guida ha fatto davvero la differenza. Affrontando un percorso pensato su misura per noi, il divertimento ha decisamente superato la fatica!

Prima di pranzo abbiamo percorso oltre 30 km, ed è questo il bello delle e-bike secondo me: rispetto a camminare, ti permettono di esplorare in una sola giornata un territorio ampio, toccando diversi punti di interesse e facendo esercizio fisico, ma senza arrivare sfiniti a sera.

Ecco le mie impressioni sulla giornata.

Pedalare qui non significa solo fare sport. Significa fermarsi quando il panorama lo merita. Respirare l’aria di montagna. Raggiungere una baita in quota, dove ad aspettarti ci sono i sapori del territorio: un tagliere di affettati, gnocchi fatti in casa e un brindisi ai chilometri fatti.

P.S.: del super pranzo in baita vi parlo più sotto, nella sezione dedicata a Dove mangiare a Gallio.

Appuntamenti da non perdere a Gallio

Il centro di Gallio è molto carino e nei weekend ospita spesso mercatini ed eventi. Tra quelli a cui partecipiamo sempre volentieri c’è l’Agrighel, una mostra espositiva di macchine agricole e forestali per la montagna. In parole semplici: un’esposizione di trattori e altre macchine giganti che piaceranno molto ai vostri bambini, ma anche ai grandi solitamente. Per i bambini c’è anche un’area dedicata con giochi a tema, per i grandi esibizioni e stand gastronomico. La mostra solitamente si tiene a maggio e nel 2026 è arrivata alla 12ma edizione.

Trattori in esposizione ad Agrighel e una delle sculture in legno realizzate durante l’evento

La prima domenica di agosto si svolge ormai da 3 anni un concerto molto particolare: si intitola Il Suono del Silenzio e si svolge in quota, presso l’altare dedicato a papa Giovanni Paolo II. La strada per raggiungerlo è quella che vi ho indicato sopra per il giro delle malghe, vi avviso solo di partire per tempo, soprattutto se volete un posto con una buona visuale sull’orchestra. Io sono rimasta indietro perché le bimbe si muovono e non volevo disturbare, ma è stata comunque un’esperienza emozionante.

Un momento del concerto diretto dal maestro Diego Basso e la picci che fa amicizia con un musicista

Un altro appuntamento da non perdere è Scargar malga! la festa della transumanza che solitamente si tiene l’ultima domenica di settembre. Per il 2026 sarà domenica 27 settembre. Questo evento festeggia la conclusione della stagione in alpeggio, rendendo omaggio alle tradizioni, ma anche ai prodotti di montagna.

Immagine da Asiago.it

Questa foto è offerta da Asiago.it, portale turistico dell’Altopiano di Asiago.

Anche in inverno l’atmosfera in centro è rallegrata dal Villaggio di Babbo Natale.

Dove dormire a Gallio

Se volete rimanere in paese, vi consiglio l’hotel Gaarten, un accogliente hotel in stile di montagna, perfetto anche in famiglia, infatti affaccia proprio sul parco giochi di Gallio.

Un’altra soluzione interessante, situata sulla strada che porta alla Val di Nos è il b&b La Capr’Allegra, che vi consiglio anche per un’ottima cena o una gustosa merenda. L’ambiente è curato e accogliente, i piatti deliziosi.

antipasto con affettati e ricotta locali, canederli colorati
L’antipasto che prendo sempre alla Capr’Allegra e un ottimo primo

Dove mangiare a Gallio

Per un pranzo gourmet in quota, noi abbiamo scoperto – grazie all’escursione in e-bike – la baita Relax & Gourmet. Qui abbiamo gustato un ottimo antipasto a base di affettati e formaggi locali, degli gnocchi deliziosi, capriolo e polenta come secondo, il tutto accompagnato dalla birra Setteteste. Un’ottima bionda che viene realizzata con orzo e luppolo biologici coltivati in Altopiano, dall’azienda agricola Bisele a Canove di Roana.

La baita è raggiungibile anche a piedi seguendo la strada forestale o in seggiovia (solitamente aperta durante la stagione invernale e d’estate, per verificare l’apertura potete contattare l’infopoint LeMelette al numero 0424 1910020 o via mail all’indirizzo info@lemelette,it), partendo dall’ampio parcheggio delle Melette (in alta stagione è a pagamento).

una caratteristica baita di montagna e piatto tipico capriolo e polenta
L’ingresso della baita e il nostro secondo.

Il vero gusto della montagna per noi è tra malghe e rifugi. Per questo vi consigliamo anche l’agriturismo Malga Spill, che offre piatti caratteristici all’interno di un ambiente rustico, ma accogliente. Si trova in località Stube, lungo la strada che porta alle Melette.

E con questo dovrei avervi raccontato tutto ciò che so su Gallio, che – come il resto dell’Altopiano – frequentiamo con amore da tanti anni. Se avete domande, vi aspetto nei commenti.

Anna

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