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Weekend nelle Marche: cosa vedere tra Pesaro e Urbino

by panannablogdiviaggi
porta principale d'ingresso a gradara

Ho trascorso due piacevoli giorni nelle Marche alla scoperta della provincia di Pesaro e Urbino, grazie a un educational tour organizzato da APA Hotels (l’associazione degli albergatori di Pesaro), che mi ha permesso di testare in anteprima alcune novità dell’offerta turistica locale, in compagnia di altri travel blogger e tour operator.

In questo articolo riassumerò tutte le tappe di questa piacevole esperienza, perché possano esservi d’ispirazione per due o più giorni alla scoperta della provincia di Pesaro e Urbino.

Cosa vedere a Urbino

Partiamo dalla splendida Urbino, città patrimonio UNESCO con il suo centro storico, grande poco più di un chilometro quadrato, racchiuso tra mura bastionate. Per entrare abbiamo percorso la stessa strada di Federico da Montefeltro, salendo la rampa elicoidale. Noi però non eravamo a cavallo come il mecenate che, insieme al figlio Guidobaldo, trasformò Urbino da borgo medievale a corte principesca.

Palazzo Ducale

Salendo all’interno della rampa elicoidale si incontra una moderna scultura di Umberto Mastroianni, che rappresenta lo scoppio della guerra. E poi appare lui, Palazzo Ducale, oggi Galleria Nazionale delle Marche, che da solo vale la visita a questa città.

Il museo è aperto dal martedì alla domenica con orario continuato dalle 8.30 alle 19.15 e il biglietto intero costa 8 euro, il ridotto 2 euro, l’ingresso è gratuito per i minori. Interessante se avete in mente di fare tappa anche a Gradara (di cui vi parlerò di seguito) il biglietto combinato a 12 euro.

Consiglio: considerate almeno un paio d’ore per la visita, se non le avete a disposizione, visitate invece la biblioteca della Fondazione Carlo e Marise Bo, il cui cortile si ispira a quello di Palazzo Ducale.

due lati di palazzo ducale a urbino e la piazza principale

Palazzo Ducale

Il duomo di Urbino

Si ritiene che la cattedrale di Urbino, dedicata a Santa Maria Assunta, sia stata fondata intorno al 1021. Successivamente ricostruita nel XV secolo secondo il volere di Federico da Montefeltro, fu gravemente danneggiata da due terremoti: il secondo, nel 1789, provocò il crollo della cupola. Il restauro fu affidato a Giuseppe Valadier, che realizzò un raffinato progetto in stile neoclassico, conclusosi nel 1801.

Nella foto vi mostro un dipinto dalla storia curiosa: si tratta di una pala d’altare del 1557 attribuita al pittore manierista Federico Barocci, originario di Urbino, e rappresenta il martirio di San Sebastiano. Nel 1982 è avvenuto il furto di una parte dell’opera, quel quadrato in basso a sinistra raffigurante un bambino, che si ritiene essere uno dei figli di Federico Bonaventura. Solo 35 anni dopo la tela è stata ritrovata in una casa d’aste genovese e finalmente rimessa al suo posto.

dettaglio duomo urbino e tela del barocci

Dettaglio del duomo di Urbino e pala d’altare attribuita al Barocci

I personaggi illustri di Urbino

Naturalmente anche qui abbiamo incontrato i personaggi più in vista della città: Federico da Montefeltro e Raffaello Sanzio. Mentre del primo i lasciti più importanti si trovano all’interno del Palazzo Ducale, per non dire in tutta la città, da lui trasformata secondo il gusto rinascimentale, del secondo si può visitare la casa natale, ma anche le tombe dei genitori, ospitate all’interno della chiesa di San Francesco.

Un’interessante novità si trova invece presso la Chiesa degli Scalzi, dove è stata collocata una copia della tomba dell’artista, realizzata in occasione del cinquecentenario della sua morte. L’originale si trova al Pantheon di Roma.

personaggi celebri di urbino l'attore incarna federico da montefeltro e raffaello

Vi presento Federico da Montefeltro e Raffaello Sanzio

Dove mangiare a Urbino

Si sa, visitare fa venire fame! A Urbino vi consiglio un locale tradizionale dove assaggiare e poi eventualmente comprare degli ottimi prodotti tipici: si chiama Tartufi Antiche Bontà. E proprio il tartufo è una delle specialità della zona. A me è piaciuto molto l’abbinamento della casciotta di Urbino con la lonzetta di fico e un miele aromatizzato al tartufo, ma anche i crostoni di pane caldo con formaggio fuso e scaglie di tartufo erano molto gustosi!

aperitivo con prodotti tipici a urbino

Un aperitivo da acquolina!

Alla scoperta di Gradara

Da Urbino ci spostiamo in uno dei borghi più belli d’Italia: Gradara, detta anche Capitale del Medioevo. E infatti il suo castello e il borgo antico difeso da una doppia cinta muraria, risultano tra le strutture medievali meglio conservate in Italia.

Il castello di Gradara

Nonostante la struttura del mastio fosse preesistente, furono i Malatesta a dare alla Rocca di Gradara la conformazione attuale, costruendo anche la doppia cinta muraria tra il XIII e il XIV secolo. Il dominio passò poi a Federico da Montefeltro e in seguito agli Sforza, poi ai Borgia, ai Della Rovere e ai Medici, confermando l’importanza di questo territorio.

Per l’aspetto attuale dobbiamo ringraziare poi il mecenate Umberto Zanvettori, che ripristinò il castello dopo anni di abbandono.

Attualmente la Rocca è di proprietà demaniale e si può visitare tutti i giorni nei i seguenti orari: il lunedì mattina dalle 9.30 alle 14.00, da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.00. Se avete intenzione di andarci a breve, vi consiglio di controllare sul sito ufficiale le aperture straordinarie per le festività, con orario prolungato fino alle 22.00: Rocca di Gradara.

collage foto rocca di gradara

Due vedute della Rocca di Gradara

Gradara: la storia di Paolo e Francesca

Ancora più speciale è stato visitare la Rocca di Gradara nell’anno in cui ricorrono i settecento anni dalla morte di Dante, che nella Divina Commedia narrò la triste storia dei due amanti. Dante li incontrò all’Inferno e proprio a loro dedicò alcuni dei versi più famosi dell’opera:

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Nella ricostruzione storica si trova traccia del matrimonio combinato tra Giovanni Malatesta e Francesca da Polenta, figlia di Guido, signore di Ravenna e Cervia. Si narra che Giovanni fosse brutto e storpio e che quindi avesse mandato il fratello, Paolo il bello, a sposare per procura Francesca. E la frequentazione tra i due continuò, mentre Giovanni era impegnato come podestà di Pesaro, fino al giorno in cui li sorprese insieme e li uccise a colpi di spada.

La camera di Francesca è una delle stanze più suggestive da visitare al castello di Gradara: vi si trovano il leggio con il libro galeotto che li fece avvicinare, la botola dalla quale si pensa che Paolo abbia cercato di fuggire e uno splendido abito di scena realizzato dalla stilista Alberta Ferretti, ispirato a quello indossato da Eleonora Duse, che impersonò Francesca nella tragedia scritta da Gabriele D’Annunzio.

stanza di francesca castello di gradara

La stanza di Francesca e uno dei ponti levatoi della Rocca di Gradara

Dove dormire a Gradara

Appena fuori le mura di Gradara, abbiamo visitato il Conventino: una dimora storica, ex convento dei frati cappuccini costruito nel Cinquecento grazie all’impulso della duchessa Vittoria Farnese della Rovere.

Oggi il complesso è parte di un hotel diffuso, che potete trovare su booking come Historic Resort La Loggia e comprende tre location, molto diverse tra loro:

  • il Conventino, lo spazio più grande, con 9 stanze e spazi comuni di grande fascino, come la biblioteca e il refettorio, ma anche SPA e piscina;
  • la Loggia Relais, situata all’interno delle mura, che offre ambienti dal design moderno e ricercato;
  • l’Emporio, sempre all’interno delle mura, dove gli arredi si rifanno al tema del vino.
camera da letto elegante e ricco banchetto

Una delle stanze del Conventino e l’ottimo buffet preparato nell’antico refettorio

Fiorenzuola di Focara: un borgo per tutte le stagioni

Ecco un altro caratteristico borgo della provincia di Pesaro e Urbino, che si trova all’interno della riserva naturale protetta del San Bartolo. Il borgo è frequentato in estate per la splendida spiaggia sottostante, raggiungibile a piedi dal centro del paese, considerata una delle più belle d’Europa. È inoltre una delle storiche Bandiere Blu delle Marche.

spiaggia selvaggia e collina verde

2019: classificata da The Guardian tra le 40 spiagge più belle in Europa

Ma le sue origini sono ben più antiche: fu citato da Dante in un canto dell’inferno, per il vento che spesso batte la costa. I versi scritti da Dante si trovano anche incisi sulla porta d’ingresso al borgo:

Poi farà sì ch’al vento di Focara,

non sarà lor mestier voto né preco.

Tra le costruzioni più antiche del borgo, è degna di nota la chiesa di Sant’Andrea, risalente al 1200. Accanto si trova anche il belvedere da cui ammirare la spiaggia sottostante.

Ingresso al borgo e dettaglio piazza principale

Fiorenzuola di Focara: il borgopresepe

In inverno, un periodo interessante per visitarlo è sicuramente dicembre: per le festività natalizie il borgo si riempie di presepi, creati con materiali poveri e anche con materiali di riciclo, ad esempio recuperando ciò che il mare riporta sulla famosa spiaggia. La manifestazione è intitolata Borgopresepe e si svolge ormai da 12 anni, durante i quali si è arricchita di presepi, superando i 100 esemplari.

I presepi, di diverse dimensioni, si trovano distribuiti in tutto il borgo, dai giardini delle abitazioni private, al Presepe nella Grotta, allestito sotto l’ex Palazzo Comunale. Insomma, cercarli in giro per il borgo può diventare una vera caccia al tesoro!

Due tra i miei presepi preferiti, creati con materiali di recupero

Dove mangiare a Fiorenzuola di Focara

A Fiorenzuola abbiamo avuto modo di provare un’osteria, l’osteria Focara, che serve dei buoni piatti di pesce in un ambiente semplice. Il ristorante si trova appena fuori le mura, ha due sale interne e un giardino fronte strada.

due invitanti piatti di pesce

Due piatti che ho molto apprezzato

Cosa vedere a Pesaro

Concludo con la città di Pesaro i miei suggerimenti per un weekend nelle Marche e per approfondire vi rimando all’articolo specifico dedicato al capoluogo di provincia: Cosa vedere a Pesaro in un giorno.

fontana di piazza del popolo a pesaro

PIazza del Popolo, Pesaro

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