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5 borghi da non perdere vicino Rimini

by panannablogdiviaggi

Abbiamo trascorso un piacevole weekend tra i borghi romagnoli, alloggiando in un agriturismo sulle colline della Valconca, dove abbiamo assaporato piatti tipici e il vino della casa. Da queste dolci colline, il panorama si estende sino al mare, ma l’atmosfera è completamente diversa da quella della riviera romagnola, qui è lenta e rilassata.

In questo contesto si inseriscono numerose rocche e borghi fortificati di origini medievali e rinascimentali, oggi abitati da qualche centinaio di persone o poco più, ma dal fascino incontestabile. Le loro origini sono legate alle lotte tra due potenti famiglie, i Montefeltro di Urbino e i Malatesta di Rimini. Personaggi che avevamo già incontrato durante il nostro weekend tra Pesaro e Urbino.

In questo articolo vi racconto quali sono i borghi da visitare assolutamente e perché.

Saludecio: il borgo dipinto

La nostra prima tappa in terra romagnola è stata Saludecio, antica fortezza malatestiana. Si trovava al centro di una serie di castelli difensivi, ultima roccaforte riminese contro la vicina Urbino, dominata dai Montefeltro. L’assetto del centro rivela ancora oggi la sua struttura medievale, con un intreccio di vicoli stretti e ripidi, racchiusi all’interno della cinta muraria, e le due imponenti porte di accesso. La Porta Marina, rivolta verso il mare, rappresenta l’ingresso principale, mentre dalla parte opposta si trova la Porta Montanara, che guarda verso il versante appenninico.

Saludecio può vantare anche un santo, Amato Ronconi, recentemente proclamato da papa Francesco (correva l’anno 2014). Troverete i dettagli della sua storia all’interno della chiesa parrocchiale di San Biagio, che si affaccia sulla piazza del Municipio, costruito sulle rovine dell’antica rocca.

Ma c’è un altro motivo che vi farà amare questo borgo: è ricco di murales!

Consiglio per chi viaggia con i bambini: appena fuori le mura, sulla destra guardando Porta Marina, si trova un parco giochi ben servito, decisamente apprezzato dalla nostra picci.

L’Ottocento festival a Saludecio

Questa manifestazione è nata nel 1991 con l’intento di rievocare quella che fu un’epoca d’oro dal punto di vista culturale per il paese di Saludecio. Durante i giorni della manifestazione, che si svolge ogni anno la prima settimana di agosto, si organizzano spettacoli, mostre, mercatini dell’antiquariato… e ogni anno vengono realizzati nuovi murales dedicati alle grandi invenzioni dell’Ottocento.

Tutte le opere sono state realizzate dall’associazione ARPERC – Arte per comunicare, che si è occupata anche del restauro dei più antichi. Tra le mie opere preferite, vince il premio simpatia il murales dedicato alla carta igienica, inventata nel 1857 dall’americano Joseph Gayetty. Tra gli altri, ho apprezzato anche quelli dedicati all’invenzione della lampadina, del tutù, della pizza (come non apprezzarla?!) e dei raggi X.

Insomma, i murales rappresentano un’ottima scusa per girare tra le strette vie medievali e apprezzare il borgo.

murales dedicato a carta igienica e raggi X

Ecco i murales dedicati all’invenzione della carta igienica e dei raggi X

Cerreto Castello: borgo fantasma?

Questa piccola frazione di Saludecio, a pochi chilometri dal paese principale, è stata per anni abbandonata e dunque considerata un paese fantasma. Ma negli ultimi anni, la frazione è tornata a popolarsi e diverse case sono state ristrutturate. Per la precisione a Cerreto Castello ci sono 17 edifici, di cui 6 abitati da famiglie residenti.

Vale la pena passarci per una breve passeggiata e per godere dell’atmosfera sileziosa, interrotta solo dal latrare dei cani.

Da questa visuale Cerreto Castello sembra decisamente un borgo fantasma!

Montegridolfo, uno dei borghi più belli d’Italia

Visto che con il precedente borgo ci era andata male, quando siamo arrivati a Montegridolfo, ci siamo chiesti se fosse questo il vero paese fantasma delle colline romagnole: oltre a noi, in un sabato mattina soleggiato e dalla temperatura piacevole, non c’era proprio nessuno. O meglio, abbiamo trovato dei muratori al lavoro, che probabilmente stavano preparando il borgo per la bella stagione. La nostra sensazione è stata quella di un borgo un po’ finto, una bomboniera dove i lavori di restauro sono stati sicuramente ben eseguiti, ma poco vissuto!

Vale la pena andarci? Certo, se siete di strada. Montegridolfo presenta la tipica architettura malatestiana, con la pianta poligonale, le mura a sbalzo e i quattro torrioni difensivi. Caratteristico il torrione con l’orologio che sovrasta l’ingresso principale. All’interno del borgo si trova anche Palazzo Viviani, unica casa patrizia dell’abitato, oggi albergo diffuso.

Curiosità: a Montegridolfo si trova anche il Museo della Linea Gotica, che ricorda l’importanza di questa postazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il cancello di Palazzo Viviani e la torre di accesso a Montegridolfo

Mondaino e il palio del daino

Mondaino è un altro caratteristico borgo medievale sulle colline romagnole. Ed è anche quello che ci ha salvato con una super piada dopo due borghi deserti e lunghe ore di digiuno… il consiglio quindi è di arrivare qui per ora di pranzo! 😉

Al nucleo più antico si accede attraverso l’imponente Porta Marina e subito sulla destra si apre la Piazza Maggiore, dall’insolita forma semicircolare. Dietro la piazza svetta la Rocca Malatestiana, che oggi ospita il municipio ma anche il museo paleontologico. Un’altra attrazione da visitare a Mondaino è il museo delle Maioliche. I due musei si possono visitare con un biglietto unico, che comprende anche la Torre Portaia, al prezzo di 2,50 euro. Gli orari di visita sono:

  • dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 14.30;
  • la domenica dalle 16 alle 19.

Ma attenzione perché, da quanto abbiamo capito, viene aperto solo su prenotazione, quindi ricordatevi di chiamare questo numero: 366/2078470.

Passeggiando per le vie del borgo, ci siamo goduti in particolar modo gli affacci con vista sulle splendide colline del Montefeltro (come quello della foto di copertina). Mondaino, infatti, si trova proprio al confine tra Marche ed Emilia Romagna. Percorrendo la via principale, che parte da Piazza Maggiore, abbiamo poi trovato dal lato opposto una sorta di casa museo: all’esterno si trova una ricca collezione di statue, macine e altri attrezzi contadini. Parlando con il proprietario abbiamo scoperto che è un grande appassionato di Dante, ma anche che tanti anni fa ha fatto il militare proprio a Padova, com’è piccolo il mondo!

Curiosità: proprio a Mondaino, all’interno dell’ex convento di San Francesco, fu firmato l’accordo di pace tra Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro.

Una grande festa rinascimentale a Mondaino

L’evento annuale che anima Mondaino è il Palio del Daino, una rievocazione storica in costume organizzata in memoria di Federico da Montefeltro. Quest’anno si terrà nei giorni dal 18 al 21 agosto 2022. Per le vie del borgo ci saranno sfilate con sfarzosi costumi rinascimentali, sbandieratori, spettacoli, ma anche l’interessante ricostruzione delle botteghe dell’epoca. E infine il palio, con le varie sfide tra contrade.

Piazza Maggiore a Mondaino

Montefiore Conca

L’ultima tappa del nostro viaggio tra le colline della Val Conca è stato Montefiore Conca. Anche qui abbiamo trovato il cuore medievale del borgo davvero ben conservato e in particolare abbiamo apprezzato la visita alla Rocca Malatestiana, dalla quale si gode anche di una vista strepitosa! Non per niente Montefiore Conca è stato riconosciuto sia tra i borghi più belli d’Italia, sia Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il borgo presenta la tipica struttura medievale, con la rocca che spicca sulla cima del colle, la doppia cinta muraria e le case sorte poi intorno, protette da una terza cinta muraria. Accanto alla porta d’accesso principale sorge l’antica chiesa di San Paolo: il portale d’ingresso risale al tardo Duecento, mentre la pala con la Madonna della Misericordia e Santi, collocata sull’altare maggiore, è attribuita al Durantino Bernardino Dolci, vissuto tra il 1430 e il 1502.

borghi romagnoli montefiore conca con rocca

Vista sulla Rocca da fuori le mura

Visitare la Rocca Malatestiana

Il castello fu costruito intorno al 1337 per volontà dei Malatesta, con funzioni difensive. In seguito fu ampliato e abbellito e in questa residenza furono ospitati anche il re e la regina d’Ungheria. Ma la storia più romantica è quella della duchessa Costanza, figlia di Malatesta Ungaro, che, rimasta vedova giovanissima, si innamorò poi di un cavaliere, Ormanno. Purtroppo il loro amore era proibito e – come spesso accadeva all’epoca – fecero una tragica fine. Pare che il fantasma della contessa ancora vaghi per la rocca.

Informazioni utili per la visita

La rocca è aperta tutti i giorni da giugno a settembre, con orario 10 – 19, prolungato fino alle 23 nei mesi di luglio e agosto. Nei mesi di aprile, maggio e ottobre è possibile visitarla il sabato, la domenica e nei giorni festivi con orario 10 – 18, mentre nei mesi invernali, da novembre a marzo, solo la domenica e giorni festivi. L’ingresso costa 7 euro per gli adulti, 5 il ridotto.

Consigli per organizzare un weekend tra i borghi e le colline romagnole

I borghi di cui vi ho parlato in questo articolo, li abbiamo visitati praticamente in un giorno: viaggiando con una bimba piccola, molto spesso rinunciamo a visitare musei e altre attrazioni esclusivamente per adulti – o comunque adatte solo a bambini più grandi – e privilegiamo ciò che ci permette di stare all’aria aperta. I borghi o in generale le piccole località, dove le attrazioni si trovano una vicina all’altra e permettono di muoversi a piedi, si sposano molto bene con questo nostro modo di viaggiare.

Apprezziamo anche la possibilità di un pasto veloce e senza fronzoli e le pause gioco: in questo caso sia a Mondaino che a Saludecio troverete un parco giochi appena fuori le mura.

Dove dormire sulle colline romagnole

Siamo stati molto soddisfatti della scelta di un agriturismo con cucina, dove abbiamo fatto abbondanti colazioni e ottime cene. Anche prima di avere una bimba piccola, abbiamo sempre preferito girare tanto durante il giorno, ma poi cenare direttamente in albergo o comunque vicino al luogo in cui alloggiamo, per poterci finalmente la sera rilassare.

L’agriturismo in cui abbiamo alloggiato si chiama Tenuta Carbognano, si trova a Gemmano (RI) e ve lo consigliamo di cuore, ci siamo trovati davvero bene (p.s.: se ci andrete, fatecelo sapere!). La coppia di proprietari, molto gentili e disponibili, ha anche un’azienda vitivinicola e dunque oltre a gustare la buona cucina, siamo pure tornati a casa con le scorte di vino.

agriturismo sui colli romagnoli

La caratteristica sala da pranzo della tenuta Carbognano

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